248 KG

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Nulla. Nulla. Nulla. Lo sentite?

Selezionato per il debutto in prima nazionale da E45 NAPOLI FRINGE FESTIVAL 2013

| Promo Video |

Vogliamo raccontare una storia sull’amore. La storia di come un ragazzo non conforme impari cosa significhi amare, amare assolutamente. L’amore che sferza e ferisce, l’amore disastro che accompagna al limite di se stessi e che ci abbandona per farci crescere, per farci comprendere cosa sia il mondo nella sua brutalità, nella sua complessità di destini e tracciati divergenti.

 Benno è il suo nome, Benno è il nome di questo sporco guerriero della memoria: un guerriero che ha imparato tutti i trucchi e tutte le strategie per diventare il capro espiatorio del mondo in cui vive, il centro, l’agnello da sgozzare perché tutto intorno a lui sia salvo e dannato nella memoria di chi guarda: di chi ricorderà.

Per amare bisogna stare zitti, non bisogna parlare, non bisogna respirare. Voi mi amate ed io guardo come si ama e mi alleno. La mia è una missione. A volte tutto questo mi fa paura, ho paura dell’importanza del mio compito. Della mia promessa. Io devo ricordare.

L’innocenza e il grasso, la fragilità, il sudore e la pietà saranno la sua personalissima, unica e atroce forma di dominio. Intorno a lui si agitano le illusioni e gli incubi di un mondo in preda ai desideri: un Nonno, una Bambina, mostri tra la favola e la realtà. Queste figure della miseria sono tutto ciò che Benno possiede, tutta la sua terribile adolescenza. Niente è come sembra, ognuno di loro si nasconde e si rivela: chi alza la mano per colpire, si scopre la vittima più pronta alla rovina.

Con questo spettacolo, siamo giunti al terzo capitolo di una trilogia iniziata alcuni anni fa, una Trilogia della Sconfitta. Abbiamo indagato le sue ragioni nella storia della Sicilia (Cianciana), poi nell’immaginario televisivo della nostra contemporaneità (Anamorfosis); oggi abbiamo deciso di andare a fondo nei meccanismi mentali di un solo individuo, di una singola presenza umana, di cercare lì le ragioni mai svelate di una sconfitta che – per noi – appartiene al mondo intero.

Vi invitiamo a vivere con noi un solo giorno di Benno, scandito ora per ora, dal mattino alla sera. Un solo giorno, un timer che segna l’inesorabile cammino verso l’urlo che tutti vi chiama e tutti vi scopre ugualmente impotenti e colpevoli:

Mi sentite? Quando l’amore è silenzio. Nulla. Nulla. Nulla. Lo sentite?

Liberamente ispirato a “La trasfigurazione di Benno il ciccione” di Albert Innaurato.

CREDITS 

Drammaturgia  Tommaso Di Dio | Regia Sebastiano Di Guardo | Con  Angelo Abela, Marco Pisano, Eugenio Vaccaro | Disegno audio Davide Trovato | Produzione    Esiba  Arte | Co-produzione E45 Napoli Fringe Festival, Fondazione Campania dei Festival

Si ringraziano per il supporto alla creazione Milena Viscardi, Orazio Condorelli e Marco Maria Linzi.

Ospitalità ON ARTS [Catania], TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE [Milano].

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Nothing. Nothing. Nothing. Do you hear it?

We want to tell a story about love. The story of how a guy not in conformity learns what it means to love, to love absolutely. The love that lash and wounds, love-disaster that accompanies the limit of themselves and that leaves us to make us grow, to help us understand what the world is in its brutality, its complexity of destinies and paths diverge. 

Benno, that’s his name; Benno is the name of this dirty warrior of memory: a warrior who has been taught all the strategies and all the tricks to become the scapegoat of the world, the center, the cut-throat lamb; in order to save all the world around him, in order to be damned in the memory of the people who’s watching his story and who’ll keep memory.

To love one must be silent, do not speak, do not breathe. You love me and I love you and I look at how I train. Mine is a mission. Sometimes it makes me scared, I’m scared of the importance of my job. Of my promise. I have to remember.

The innocence and the fat, the fragility, the sweat and the mercy will be his only, private, atrocius shape of supremacy. Around him, the illusions and the nightmares of a world captured by desire are swarming: the Grandfather, the Girl, the School Boys, monsters between the fable and the truth. These figures of misery are all that Benno has, all his terrible youth. Nothing is how it seems, each of them hides and reveals: who’s the first to raise his hand and hit, he’s the victim ready to ruin.

With this piéce,we’ve written the third chapter of a trilogy, begun some years ago, a Trilogy of the Defeat. We’ve searched his reasons in the story of Sicily (Cianciana), in the imagery of television of our contemporary world (Anamorfosis); nowadays we’ve decided to go deep into the mental process of a single man, a single human presence: we’ve decided to search there the unveiled reasons of a defeat which – for us – belongs to the whole world.

We invite you to live with us one day of Benno, hour by hour, since the morning to the night. One day, a timer which marks the inescapable path towards the scream calling you, revealing you’re all equally powerless and guilty.

Do you hear me? When the love is the silence. Nothing. Nothing. Nothing. Do you hear it?

Loosely based on “The Transfiguration of Benno the fat” by Albert Innaurato.

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